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Vietato vietare; anche io abito qui!

Regole condominiali e leggi per una gestione pacifica della convivenza tra animali e condomini

Secondo le ultime indagini, il numero di animali da compagnia presenti in appartamento nel nostro Paese ha raggiunto i 60,5 milioni (fonte Assalco-Zoomark).

Chiunque abbia un animale in appartamento sa che la coesistenza con vicini e condomini poco tolleranti può dar vita ad attriti e incomprensioni, ma forse non tutti sanno che la Cassazione con il decreto 13 marzo 2013 impone di “ritenere che l’animale non possa essere più collocato nell’area semantica concettuale delle cose” ma “deve essere riconosciuto come essere senziente”.

Da qui partono le modifiche alla legge di riferimento che è la L.220/2012 del Codice Civile che il 18 giugno 2013 è stata integrata con l’articolo 16 che disciplina proprio la permanenza degli animali in appartamento:
“Le norme del regolamento condominiale non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia”.

Sia i regolamenti contrattuali che si sono formati prima della legge 220/2012 che quelli redatti successivamente alla sua entrata in vigore sono nulli nella parte in cui prevedono il divieto di detenere animali domestici in condominio.

Vengono anche esplicitate le tipologie di animali che è possibile portare in appartamento, allargando la definizione di animale domestico a conigli e galline.

Ecco alcuni punti fondamentali:

-La legge autorizza di fatto l’utilizzo delle parti condominiali comuni, pur prevedendo alcune limitazioni. In via generale, chi col comportamento del proprio animale danneggi o distrugga beni altrui può essere costretto all’allontanamento. E’ quindi fondamentale educare l’animale ad una condotta rispettosa degli spazi comuni e osservare le regole di civile e rispettosa convivenza nei confronti degli altri condomini.

– gli animali non possono essere lasciati liberi di circolare negli spazi comuni senza le dovute cautele, ad esempio utilizzare il guinzaglio in ogni luogo e, nel caso di animali aggressivi, di applicare la museruola.

– i proprietari degli animali debbono comportarsi in modo tale da non ledere o nuocere alla quiete e all’igiene degli altri conviventi dello stabile con l’obbligo da parte dei proprietari dell’animale di mantenere pulita l’area di passeggio (secondo l’Ordinanza del ministero della Salute, entrata in vigore il 23 marzo 2009).

-È sempre prevista la responsabilità civile dei proprietari articolo 2052 del Codice civile che così recita: “Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”.

Per questo consigliamo sempre di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati dal proprio animale contro terzi. Se hai bisogno di maggiori informazioni www.petforlife.it

– Gli animali non possono essere abbandonati per lungo tempo sul balcone o nelle abitazioni perché si potrebbe ipotizzare il reato di “omessa custodia”, articolo 672 del Codice penale.

E infine:

– il condominio, in caso di rumori molesti o di odori sgradevoli per i quali è necessario chiedere la cessazione della turbativa per violazione delle norme sulle immissioni intollerabili, ex articolo 844 del Codice civile, può richiedere l’allontanamento dell’animale dall’abitazione in base all’articolo 700 del Codice di procedura civile.

– nel caso di immissioni rumorose è possibile ipotizzare, purché ne sussistano le condizioni, il reato di “disturbo del riposo delle persone”, articolo 659 del Codice civile.

“Gli animali sono simili a noi, e dobbiamo amarli per questo, perché il simile ama il simile in cui ritrova una parte di se stesso. Ma soprattutto dobbiamo imparare a conoscerli, perché l’amore, quello vero, è figlio della conoscenza” (Giorgio Celli).

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