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Jurassic Pet: il mio caro amico rettile.

In Italia si contano tre milioni di rettili che vivono a contatto con l’uomo e quindi considerati di fatto animali da compagnia. Moltissime sono le specie che hanno avuto successo: i più comuni sono i Sauri a cui appartengono i gechi, i camaleonti, e i draghi barbuti, gli Ofidi ovvero i serpenti ed i Cheloni a cui appartengono le tartarughe di terra e le semi-acquatiche.

È fondamentale che i proprietari imparino innanzitutto a gestire correttamente queste specie animali, approfondendo le conoscenza in particolare sulle loro abitudini ambientali ed alimentari, per non incorrere in errori alle volte fatali per la vita dell’animale. È determinante quindi affidarsi ai consigli di un esperto del settore, ovvero i medici veterinari specializzati nel benessere degli animali esotici.

Ma sapevate che…

L’incantatore di serpenti…
Il cobra è completamente sordo per cui non è in grado di avvertire il suono del piffero del leggendario “Incantatore di serpenti”.
Percepisce invece le vibrazioni che l’incantatore provoca battendo vicino alla cesta in cui si trova e si alzerà verticalmente in segno di difesa appena tolto il coperchio . Il cesto viene identificato dal serpente come tana, un luogo dove si sente al sicuro, e che difficilmente abbandonerà.
Per questo l’osservatore avrà l’impressione di vedere un cobra incantato dal… “suono magico” del flauto.

 

La tartaruga “puzzola”
Percepire il cattivo odore è un meccanismo che gli animali hanno per difendersi dalle sostanze potenzialmente nocive. Anche l’uomo non mangerebbe mai una un cibo marcio e maleodorante, perché ci da la nausea e non siamo invogliati. Alcune specie di tartarughe, sfruttano questo “trucchetto” in un modo simile alle puzzole. Dispongono infatti di ghiandole che producono un cattivo odore intorno. I predatori, sentendo questo sgradevole quanto innocuo odore, si allontanano e la tartaruga si salva la vita.

 

Magnetico
Le zampe del geco hanno da sempre incuriosito per la loro incredibile capacità di aderire alle superfici, senza la necessità di usare secrezioni adesive. Il segreto sta in un particolare tipo di legame elettrico, detto “forza di Van der Waals”, che si verifica tra le molecole dei minuscoli peli che il geco ha sui palmi delle zampe e la superficie di contatto. Ogni singolo peluzzo può sostenere il peso di una formica: se si considera che questi peli sono circa 2 milioni la forza di trazione arriva ad essere quasi di 2 kg: camminare sul soffitto diventa uno scherzo.

 

Occhio alla coda
Bisogna fare particolare attenzione alla coda dell’iguana. Se infastidito l’animale può vibrare pericolosi colpi di coda per difendersi.
Inoltre la coda dell’iguana viene persa volontariamente se trattenuta (poi ricresce) per sfuggire ai predatori, come le lucertole.
Bisogna pertanto evitare di spaventare ed afferrare l’animale per la coda per evitarne il distacco.

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